dom
19
apr
2009
25/4, Berlusconi: "Forse ci sarò"
Sulla Rai: "Il Dg vuole facce nuove"
"Sto riflettendo, e probabilmente sarò anche io in campo il 25 aprile". Così il premier, Silvio Berlusconi, risponde all'appello del segretario del Pd, Dario Franceschini, che gli aveva chiesto di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile in segno di unità. In merito invece ai nomi dei vertici Rai circolati sui giornali, il presidente del Consiglio smentisce. E spiega: "Il direttore generale vuole nuovi nomi e facce più giovani".
"Facce nuove alla Rai"
Le nuove nomine da parte degli enti si faranno e il premier ha suggerito di non farle a spizzichi e bocconi, ma di fare un lavoro organico per dare alla Rai quella funzione di servizio pubblico che
oggi è molto lontana dallo svolgere. Vogliamo una Rai che non attacchi nessuno, a partire dall'opposizione, perché questa è la nostra filosofia - prosegue Berlusconi - Le cose che sono state scritte
sulla Rai (Mimum al Tg1, Orfeo o Minzolini al Tg2, Mazza a Rai1 e Petruni a Rai2, ndr) non corrispondono affatto a quello di cui si è parlato. Credo che il direttore generale, lo so
perché mi è stato riferito privatamente dai consiglieri, abbia intenzione di una innovazione vera con nuovi nomi e facce più giovani".
"Voterò per il referendum"
"Andrà a votare per il referendum? ''Sì, ho sempre votato'', ha risposto il premier Silvio Berlusconi ai giornalisti durante una visita alla tendopoli di sfollati di Pianola, in Abruzzo.
"No a nuove tasse per il terremoto"
E conversando con i giornalisti il premier ha anche messo la parola fine alle indiscrezioni circa una nuova tassa per coprire l'emergenza Abruzzo. ''Abbiamo trovato il modo di rinunciare alle spese,
di limitare gli sprechi - ha detto il presidente del Consiglio - la settimana prossima faremo a L'Aquila il Consiglio dei ministri e i finanziamenti li abbiamo. C'è la sicurezza che i soldi
necessari ci sono e che non si trasformeranno in nuove tasse per i cittadini''.
da Tgcom.it
sab
18
apr
2009
Il ricercatore salvò la vita...
Telegramma inviato dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente il primo aprile 2009 a:
- Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile)
- Governatore della Regione Gianni Chiodi
- Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati
- Prefettura dell'Aquila
"In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell'effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni".
sab
18
apr
2009
Condannati ideatori di Pirate Bay
Stoccolma,un anno di carcere a ciascuno
Il tribunale di Stoccolma ha condannato i quattro titolari del portale "The Pirate Bay", attraverso il quale utenti di tutto il mondo scaricano musica, film e software pirata, a un anno di carcere. Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Peter Sunde e Carl Lundstroem dovranno inoltre pagare danni per 2,72 milioni di euro. I rappresentanti delle più grandi industrie mondiali cinematografiche e musicale avevano chiesto 10,6 milioni di euro di danni.
Contro "The Pirate Bay" erano scesi in campo i maggiori colossi dell'entertainment, dalla Sony alla Warner Bross, che oltre ai danni avevano chiesto gli interessi per le perdite economiche sulle
decine di milioni di file scaricate illegalmente dal sito. "The Pirate Bay", infatti, pur non detenendo direttamente i file protetti da diritto d'autore, mette in collegamento gli utenti permettendo
loro, attraverso la tecnologia dei "BitTorrent", di scambiarsi i file organizzandoli in una sorta di biblioteca virtuale.
La Corte del distretto di Stoccolma ha condannato i quattro con l'accusa di aver "promosso l'infrazione delle leggi sul diritto d'autore".
da Tgcom.it
ven
17
apr
2009
Classico leccachiappe del nano maledetto
Ennesimo video scandalo di Annozero, programma di Santoro...protagonisti il giornalista (si fa per dire) Mario Giordano, direttore de "Il Giornale", e il povero Gianpaolo Giuliani, il ricercatore che aveva previsto il terremoto e che ora gli danno dell'imbecille ed ha ancora la denuncia per procurato allarme.
I poveri disgraziati hanno questo peso da portare...
ven
17
apr
2009
Undicesimo: Non Perdonare
Di fronte al mare, all’immenso, viene da pensare alla natura, alla perfezione della natura. Il mare, la spiaggia, i detriti che porta il mare che poi se li riprende, poi li
riporta, la sabbia, i ciottoli, i ciottoli. Sabbia, poi va via la sabbia, rimangono i ciottoli, vanno via i ciottoli, arriva la sabbia, è un ripercuotersi di cose perfette che si intercalano in un
disegno fantastico, allora viene spontaneo parlare di natura, di terremoti. Il terremoto ce l’abbiamo dentro, non siamo mai fermi, la terra si muove, abbiamo piccole scosse. Sempre
piccole scosse, noi conviviamo con un disegno più alto di noi che ha cinque miliardi di anni. L’unica cosa che sappiamo, che non c’è responsabilità più in niente, non sappiamo nulla, vanno giù le
case, dovevano andare giù nel terremoto dell’Abruzzo, dovevano rimanere su, chi è il responsabile, mettiamo in galera Giuliani, quel tecnico che aveva semi-previsto, perché non si
può neanche dire che poteva avere semi-previsto, c’era uno sciame di scosse in Abruzzo da un mese, allora mettiamo in galera lui per tentata cosa, non so, mettiamo in galera Travaglio? Santoro?
Mettiamo in galera questo, questa gente deve andare in galera. L’Impregilo no? L’Impregilo deve essere perfetta, la nostra grande impresa del Creato che mette tutto a posto, che
costruisce magari con questa sabbia. Costruisce ospedali, abitazioni, ma soprattutto l’ospedale dell’Abruzzo, de L’Aquila, che è andato giù, che non è agibile per il 90%, sono sempre gli stessi!
Sempre gli stessi sono!
Vai a vedere chi ha l’Imprégilo, o Impregìlo, lì ci sono sempre gli stessi, ci sono i Benetton, c’è Gavio, Ligresti, questa gente vorrebbe fare le centrali nucleari anche in Abruzzo! Siamo senza
ormai ritegno, ci meritiamo di scomparire tutti, ma Dio, Dio, Dio, per l’amor di Dio dove sei? Dio non perdonare perché questi sanno quello che fanno!
Allora voglio capire, si poteva prevedere, non si poteva prevedere, non voglio accusare nessuno, ma sono rimasto esterrefatto, sono incazzato come una bestia! Il terremoto avviene alle 3 di notte e
la Prefettura viene avvisata a mezzanotte, quelli della Prefettura portano via i coglioni a mezzanotte, il terremoto avviene alle 3, quelli della Prefettura che dovrebbero essere il
centro della raccolta, dell’unità di crisi, si parla di unità di crisi, la grande Prefettura portano via i coglioni di notte senza dire niente a nessuno?! I funzionari si salvano e i cittadini
muoiono? E devo sentirmi dire queste cose in televisione da Travaglio, ho fatto un salto così dalla sedia e questo Fini, questa pezza da piedi che dice delle cose… è esterrefatto, ha detto: “è una
vergogna la RAI”, te lo dico io (Musso)Fini te lo dico io, sei tu una vergogna che non l’hai neanche vista la trasmissione, qui parliamo di prevenire le cose, non di dire… scappa la
Prefettura, non ho mai visto… è come se qui, nella pineta prende fuoco la pineta, arrivano i pompieri e scappano, ma stiamo scherzando?! La vergogna caro (Musso)Fini, la vergogna è questa gente che
fa spot sulla pelle degli altri! La grande vergogna è vedere in televisione Del Turco, Presidente dell’Abruzzo, condannato per aver preso tangenti per la sanità e il suo ospedale, dentro la sua
regione è venuto mezzo giù, questa è la vergogna, far parlare questa gente! Questa è la grande vergogna, la vergogna dell’informazione che date, non di Travaglio e di Santoro, la vergogna vera è di
quell’altra pezza da piedi che è Riotta, ricotta che se ne va alla grande. 70 secondi di RAI, pagate dal mio canone, toh, non ti do più una lira e con noi 160 mila persone non ti danno più il canone
e saremo sempre di più, bene, fa 70 secondi sullo share dei morti, dicendo: il nostro Tg ha fatto l’audience, il nostro Tg ha le 15 ha fatto l’audience, alle 17 ha fatto l’audience,
fate schifo! Fate schifo! E siamo scemi, moriamo come stupidi, senza poter dire nulla, fare nulla, siamo ormai dei coglioni.
Un uomo, un uomo che è stato Ministro della… come chiamarlo Stanca, era un magazziniere dell’Ibm, fa una roba incredibile su… fa un sito www.italia.it, ve lo ricordate? Rimettiamo 40 milioni di Euro
di investimento che non si sa dove sono andati a finire, bastavano 200 mila Euro per fare un sito così, non è mai stato aperto, uno così da mandare via a calci nel culo, lo chiamano per fare
l'amministratore delegato dell’Expo, lui chiede 750 mila, loro gliene danno 450 mila, lui accetta 450 mila Euro l’anno per fare l’amministratore delegato, uno così, mantenendo il suo
posto di Deputato o Senatore, non so se è deputato o senatore, con il doppio lavoro, 250 mila Euro per essere deputato o senatore, 450 mila Euro per fare amministrare una cosa
demenziale che è l’Expo!
Allora siamo noi stupidi, chi siamo? Abbiamo gente così al governo con due lavori? Ghedini, Ghedini, l’Avvocato di Berlusconi, che va in televisione a fare "co, co, co, co" prende due stipendi? E
quando fa il deputato uno così? Se è sempre a fare processi per difendere quel nano lì che ormai è uguale a quello che mettono sul carro a Viareggio, è di cartone arancione con i cappelli di cemento?
Fosse il cemento che si sbriciola come le case dell’Abruzzo, gli si sbriciolassero i capelli! Siamo in mano a dei dementi, della gente che… ci vuole veramente uno psichiatra qui, ci vuole uno
psichiatra! E adesso questi manager intoccabili, li vedi sono sempre gli stessi. Buora scappa, se ne va dalla Telecom e dall’Impregilo, allora sono sempre gli stessi, porta di una puttana. Allora
adesso c’è il boss-napping, adesso vanno a prenderli, finalmente! Hanno cominciato a Bruxelles, hanno sequestrato per modo di dire, li hanno sequestrati nel proprio ufficio, tre
dirigenti della FIAT perché avevano licenziano 15 persone, in Piemonte abbiamo fatto di più! Grandi in Piemonte. Per aver licenziato 140/150 persone di Benetton, hanno sequestrato il manager che
firma, basta, è finita l’epoca che firmate, mandate a casa migliaia di persone e voi ve ne andate con i bonus e le stock option, è finita, deve finire! Bernabè ti vedo già, dovrai
licenziare dalle 6 mila alle 10 mila persone, ti terranno 3 mesi a te nell’ufficio, stai molto attento!
Quindi questo è un mio sfogo che voglio fare tutte le settimane, questo 168 deve diventare un appuntamento pazzesco, mi sto sfogando perché, non so neanche io perché mi devo sfogare tutte le volte.
Faccio un annuncio, Gavio, Ligresti, Benetton, per fare l’Expo, quello che farete, per fare le vostre centrali nucleari, guardate che bella sabbia che c’è qua, non costa un cazzo,
venite a prendervela, non costa niente, fate le vostre centrali nuclearine, ci dite che sono sicure e noi siamo contenti, possiamo solo scomparire, polverizzarci o essere radioattivi, grazie di
tutto, buona Pasqua anche a voi che spero sia l’ultima!
da BeppeGrillo.it
ven
17
apr
2009
Il Cavaliere ha sempre ragione
Ecco come la prendono quando in un programma si dice la pura verità...chissà perchè cacciano sempre Santoro...
ven
17
apr
2009
Gli sciacalli dell'informazione - Marco Travaglio
Sommario della puntata
Lezione (teorica) di giornalismo
Gli sciacalli dell'informazione
Bertolaso
Chi non parla di Impregilo?
Il piano casa e gli sciocchini delle radio di Confindustria
Testo:
"Buongiorno a tutti.
Dopo una settimana di terremoto, capita di incontrare sui giornali titoli come questi: “Sisma? Colpa del governo. Deliranti accuse di Santoro, Annozero approfitta della tragedia abruzzese per mettere
sotto accusa Protezione Civile e Bertolaso. Non hanno ascoltato le profezie di Giuliani e buttano via i soldi per il G8”.
Questo c'è da aver paura a prenderlo in mano perché ci si sporca: “Il dolore e gli sciacalli. Funerali in Abruzzo, speculazione in TV”. Da una parte le bare, dall'altra Santoro, a proposito di
Sciacalli e di speculazioni in TV. E c'è il pezzo di quel soggettino del direttore, che non nomino neanche per non sporcarmi – appunto - il quale ha fatto una figuraccia ad Annozero. Vedete, ad
Annozero si invitano le persone a parlare, se poi dicono stronzate fanno brutta figura e allora si incavolano e il giorno dopo scrivono sul giornale per prendersela con la trasmissione che non gli ha
consentito di fare la solita messa cantata che, invece, gli viene consentita nelle TV e nei programmi di regime.
Ma abbiamo anche il Corriere della Sera, che in questi giorni ha cambiato direttore e che a fianco di un bellissimo articolo di Gianantonio Stella che, praticamente unico fra gli unici, segnala ogni
volta tutte le inadempienze legislative – dopo ne vedremo qualcuna – riporta anche un altro articolo intitolato: “Santoro, in onda l'abuso di libertà”, e dentro c'è un titolo che dice che si getta
zizzania in televisione.
E' un bel complimento per i giornalisti, perché i giornalisti devono gettare zizzania altrimenti è inutile che esistano.
Vi leggo, a questo proposito, l'editoriale che è comparso il giorno prima di questi articoli, cioè venerdì. E' l'editoriale di saluto di Ferruccio De Bortoli che torna dopo cinque anni alla
direzione del Corriere, succedendo a Paolo Mieli al quale era già succeduto una dozzina di anni fa:
“Primo: perché un' informazione libera, indipendente e responsabile fa bene alla democrazia? Non è una domanda retorica. Senza un' opinione pubblica consapevole e avvertita un Paese non è soltanto
meno libero, ma è più ingiusto e cresce di meno. Il cittadino ha pochi strumenti affidabili per decidere, non solo per chi votare, ma anche nella vita di tutti i giorni. La sua classe dirigente
fatica a individuare le priorità, lo stesso governo (come avviene nelle aziende in cui tutti dicono di sì al capo) seleziona più difficilmente le buone misure distinguendole da quelle che non lo
sono. Il consumatore è meno protetto, il risparmiatore più insidiato. Lo spazio pubblico è dominato dall'inutile e dall'effimero. Si discute molto, e a ragione, sugli eccessi dell'informazione. Che
ci sono, e gravi. Di cui anche noi portiamo le nostre colpe. Si discute poco sui costi della non informazione. - Guardate che è una splendida lezione di giornalismo, purtroppo di teoria come vedremo
- Dove c' è opacità il merito non è riconosciuto; quando c' è poca trasparenza le aziende e i professionisti migliori sono penalizzati, i lavoratori onesti posti ai margini, i talenti esclusi. I
diritti calpestati. La qualità della cittadinanza modesta. Colpisce che spesso la classe dirigente italiana, non solo quella politica, consideri l' informazione un male necessario. E sottostimi il
ruolo di una stampa autorevole e indipendente. Tutti l' apprezzano e la invocano quando i giornalisti si occupano degli altri, degli avversari e dei concorrenti. Altrimenti la detestano e la
sospettano. Molti confondono l' informazione con la comunicazione di parte o la considerano la prosecuzione della pubblicità con altri mezzi. Una classe dirigente che non riconosce il ruolo di
garanzia dell'informazione dimostra una scarsa maturità e una discreta miopia. La leadership nei processi globali, in particolare in questi momenti di profonda inquietudine e disorientamento, è fatta
di informazioni corrette, tempestive e credibili. Il dibattito vero fa emergere le politiche migliori, quello falso o reticente solo quelle che appaiono in superficie le più percorribili e
all'apparenza le meno costose. Insomma, con i cantori a pagamento e gli spin doctors improvvisati non si va da nessuna parte. Il secondo tema che vorrei trattare riguarda l'utilità dei giornali. - E
qui ci sarà dibattito anche fra di voi, c'è chi ritiene che siano morti in forma stampata su carta e chi no. De Bortoli, per ragioni anche ovvie, dirige un giornale di carta, li difende - Vivono una
crisi profonda, questo è vero. Ma non sono mai stati così letti. Sulla carta e online. Ci sarà una ragione se un navigatore che vuole un'informazione credibile accede più facilmente al sito di una
testata storica. - Bah, questo è tutto da vedere - La Rete è una grande piazza democratica ma il confine fra vero e falso, effimero e sostanziale, lecito e illecito è assai sottile. E poi c' è un'
altra ragione. Guardatevi intorno: quali sono i simboli che vi ricordano tradizione, appartenenza, storia della vostra comunità? Sono pochi, pochissimi. Un' alluvione di marchi e format globali. In
strada, in tv e nella Rete. Persino la vostra squadra del cuore parla una lingua diversa. A volte capita che solo in edicola e in libreria si abbia la certezza di trovarsi nel proprio Paese. Con il
suo giornale un lettore si sente sempre a casa. A suo agio. Con uno strumento (anche di lavoro) affidabile per interpretare realtà complesse.”
Bene, queste cose – condivisibili o meno – dipendono da quello che uno ci mette sopra, alla carta. Il problema non è lo strumento carta, il problema è quello che uno ci mette sopra. Dopo un
editoriale del genere ci si attenderebbe che il Corriere della Sera non dico si mettesse a fare le pulci alle inefficienze dei soccorsi in Abruzzo – che pure sono stati meritori. Parlare delle
inefficienze non vuol dire criticare quelli che hanno prestato soccorso, vuol dire criticare la macchina organizzativa. Chi ha guardato Annozero con occhi non dico vispi ma quanto meno in coma
vigile, diciamo, ha capito benissimo cosa voleva dire quel signore che all'inizio della trasmissione indicava sulla montagna di rovine delle persone con la divisa gialla che stavano con le mani
conserte e diceva “questi non fanno un cazzo”. Non voleva dire che quelli erano venuti lì magari dal Veneto, dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Calabria, dalla Sicilia per non fare un cazzo –
perché se uno non vuole fare un cazzo se ne sta a casa propria e nessuno se ne accorge. E' evidente che voleva dire che questi signori erano arrivati lì pieni di buona volontà per aiutare ma la
macchina organizzativa non era in grado di dargli qualcosa da fare e quindi nelle prime ore, soprattutto, si sono disperse molte energie perché non c'era una pianificazione.
Pianificazione che avrebbe dovuto essere fatta, anzi che dovrebbe già essere pronta con dei piani di evacuazione e soccorso standard, a ogni allarme. L'allarme c'era, c'era da mesi. E qui entriamo
nel merito delle critiche che ha fatto Annozero, unica trasmissione in Italia in mezzo a una marea di messe cantate piene di retorica, piene di sciacalli veri, a cominciare dal TG1 dove il grande
Johnny Riotta ha dato il suo estremo saluto ai telespettatori per passare a dirigere il Sole 24 Ore. Tra l'altro peccato, perché era diventato un bel giornale con De Bortoli. Bene, Riotta ha dato il
suo saluto facendo leggere da una signorina i dati di ascolto crescenti, a mano a mano che cresceva il numero dei morti nella giornata di lunedì scorso.
Ma di questi casi di sciacallaggio abbiamo letto molto in rete e molto poco sui giornali. In ogni caso, il problema della macchina organizzativa è strettamente legato al problema degli allarmi: avete
visto che per tutta la settimana hanno massacrato il povero Giuliani. Ancora si legge, da questi grandi esperti di terremoti – Feltri, eccetera – che ad Annozero si sarebbe accusato Bertolaso di non
avere ascoltato le profezie di Giuliani. Assolutamente no, nessuno ha detto a Bertolaso che doveva ascoltare le profezie di Giuliani, si diceva che avrebbe dovuto ascoltare 4-5 mesi di sciame
sismico, o lui o chi per esso perché poi abbiamo visto che è molto occupato in eventi sportivi, G8... è un esperto di grandi eventi, Bertolaso, non di Protezione Civile. Se Giuliani non è uno
scienziato di terremoti, Bertolaso non è un esperto di Protezione Civile. Fa il responsabile di Protezione Civile, ma non è un esperto di Protezione Civile. Chiunque abbia seguito lo scandalo della
monnezza a Napoli sa che è stato commissario già tempo fa, della monnezza, e non aveva combinato assolutamente niente e tutto il suo staff, lui compreso, è indagato e in parte addirittura sotto
processo a Napoli proprio per quelle scene meravigliose delle discariche che sversavano liquami e percolati perché consapevolmente venivano imbottite di rifiuti che non dovevano essere lì.
Stiamo parlando di una persona che dato che si occupa da molti anni di protezione civile è parte integrante del problema, quindi è difficile che lo possa risolvere.
Da Bertolaso ci si attendeva che ciò che è stato detto ai funzionari della prefettura de L'Aquila che se la sono data a gambe, a mezzanotte, dopo la forte scossa delle 23.30 venisse detto anche al
resto della popolazione. Voi sapete che il comandante è l'ultimo a lasciare la nave, nel codice della navigazione: evidentemente nel codice delle Prefetture, del ministero dell'interno e della
Protezione Civile così ben gestite il comandante è il primo a darsela a gambe. Il palazzo della Prefettura viene evacuato intorno alla mezzanotte e ai cittadini non viene detto niente, tant'è che
alle tre e mezza della notte, quando tutto crolla, ci rimangono sotto (stima di queste ultime ore) circa 300 persone.
Naturalmente nessuno dice che si sarebbe dovuta evacuare L'Aquila quando Giuliani lanciò il suo allarme.
Tra l'evacuare un comune capoluogo e non fare nulla. Tra l'evacuare un comune capoluogo e il non fare nemmeno un'esercitazione. Tra l'evacuare un comune capoluogo e il non predisporre almeno un
piano di evacuazione alla mala parata, come si dice. Tra il non fare nulla e il mettere all'erta le popolazioni per spiegargli che se dovesse succedere l'irreparabile devono intanto radunare quelle
poche cose di pregio che hanno in casa, per essere pronti a portarsele via, per dirgli dove andare, cosa fare o cose di questo genere... ce ne passa!
Infatti, dove non è arrivata la Protezione Civile nazionale e locale, sono arrivati dei privati cittadini, non soltanto quelli che conoscevano Giuliani: ci sono molte persone che dopo la scossa delle
23.30 o anche prima hanno preso e sono andate a dormire in macchina. Quindi, l'iniziativa privata dei singoli, altro che gli esperti, è arrivata molto prima di quello che ha fatto la meravigliosa
macchina della Protezione Civile della quale non si è capito bene per quale motivo non possa essere criticata. Cos'è, l'impresa dei Mille? Chi è Bertolaso, Garibaldi? E' la Madonna? E' Gesù Cristo?
Non si è capito per quale motivo questo signore debba essere presentato – cito da quel giornale che ci si sporca a prenderlo in mano - “L'Uomo della Provvidenza” “L'eroe della Protezione Civile”. Ma
stiamo scherzando? Stiamo parlando di persone che sono umane, che possono sbagliare, che naturalmente possono essere criticate.
L'Uomo della Provvidenza... per fortuna qualche giornale che scrive le cose c'è, intendiamoci, per esempio Italia Oggi. Franco Bechis, che è un infaticabile cronista che va a vedere i numeri:
“Bertolaso, tre anni di tagli. Leggine, risparmi, musei, Bersani: via così i fondi anti terremoto”. E dice, Bechis: “Il suo primo sfogo avvenne il 20 luglio del 2006 davanti alla commissione
Territorio e Ambiente del Senato. Fu lì che Bertolaso, l'uomo della Protezione Civile che servì due premier, Berlusconi e Prodi, perse la pazienza per i mesi orribili a cui fu costretto. A gennaio
disse 'mi hanno tolto 10 milioni di euro per fare un importante museo a Roma, il Maxi. Nel passaggio delle consegne fra i due governi, Berlusconi e Prodi, mi hanno tolto altri 30 milioni per gestire
i problemi della Presidenza del Consiglio. Col decreto legge Bersani, via altri 39 milioni di euro. In tutto meno 79 milioni in sei mesi'. Il fondo per la Protezione Civile, che nel 2008 ammontava a
196 milioni, nel 2009 è stato ridotto a 142 milioni”.
E infatti, forse ve lo ricorderete... no, non ve lo ricordate perché non ve l'ha raccontato nessuno tranne quei mascalzoni di Annozero, il 19 dicembre – quanto è passato, quattro mesi? - Bertolaso
annuncia le dimissioni da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Protezione Civile e ai grandi eventi, perché il piano della finanziaria triennale portava i fondi della
Protezione Civile in tre anni, dal 2009 al 2011, dagli attuali 196 milioni di euro all'anno a 50 milioni di euro all'anno. Gli tagliavano il 74% dei fondi in tre anni, quindi Bertolaso ha detto: “non
ho più i soldi, me ne vado, non ha più senso”.
Perché quando Bertolaso minaccia le dimissioni contro i tagli del governo Berlusconi, nessuno lo elogia come l'uomo della provvidenza, l'eroe della ricostruzione e tutti stanno zitti? Perché quando
revoca le sue dimissioni, anche se gli sono stati confermati in gran parte quei tagli, nessuno gli chiede come mai abbia cambiato idea, come mai non abbia continuato a denunciare la spoliazione del
bilancio della Protezione Civile in un Paese dove ne succede sempre qualcuna? Domande che i giornalisti dovrebbero porre, ma avete visto che se c'è una trasmissione che le pone viene immediatamente
individuata come la trasmissione sciacalla, zizzania, eversiva, la trasmissione che parla male di Garibaldi.
Ma andiamo avanti, perché in questi giorni di sciacalli ne abbiamo visti tantissimi all'opera. Abbiamo visto una dozzina di ministri in tre giorni, alternarsi sui luoghi della sciagura. Sempre quel
giornale che c'è da sporcarsi a tenerlo in mano titola: “Ministri al lavoro in prima fila. La squadra: Alfano, Zaia, La Russa, Tremonti, Bossi e Calderoli tra la gente per coordinare le operazioni”.
Immaginate se c'era bisogno di Calderoli, Bossi, Tremonti, La Russa, Alfano e Zaia per coordinare le operazioni!
Intanto, come ha dimostrato Ruotolo nei suoi bellissimi servizi insieme a Bertazzoni dalle zone terremotate, il centro di coordinamento de L'Aquila a cinque giorni dal terremoto, giovedì sera, non
aveva ancora un coordinatore responsabile. Naturalmente, non è che è arrivato qualcuno in quelle tre ore di trasmissione a dire “non è vero, il coordinatore sono io, bugiardi.” Non è arrivato nessuno
a smentirlo, ma sui giornali del giorno dopo trovavate “vergogna, hanno detto che non c'è un coordinatore”. Il problema è: vergogna, non c'è un coordinatore!
Il problema è sempre di chi li racconta gli scandali, non di chi li propizia.
Abbiamo visto questi giornalisti che scendevano dall'elicottero, cercavano la prima telecamera e ci si fiondavano davanti, andando a intralciare le opere di ricostruzione e soccorso. Una volta tanto
va dato atto a qualche politico come Francheschini e Di Pietro che ci sono andati con molta discrezione, senza nemmeno rilasciare dichiarazioni, proprio per evitare di creare quel grande corteo
semovente che disturba anche l'occhio, oltre che il lavoro.
Ma andiamo avanti: avete sentito molte trasmissioni fare i nomi e i cognomi delle imprese coinvolte in queste opere che crollano miseramente perché fatte di sabbia? Io ho cercato in tutte le
trasmissioni di sentire una volta la parola “Impregilo”. Perché è importante la parola “Impregilo”? L'Impregilo è una grande impresa di costruzioni, una delle più grandi in Italia. Fa l'asso piglia
tutto degli appalti per le grandi opere. E' quella che ha vinto, grazie alla giunta di centro destra di Rastrelli e poi di centro sinistra di Bassolino, in regione Campania il famoso appalto per non
smaltire i rifiuti. E' quella delle ecoballe, dello scandalo della monnezza, quella sotto processo per truffa alla regione insieme a Bassolino.
Bene, questi giganti della Confindustria hanno nel loro palmarés anche l'ospedale de L'Aquila, quello nuovo inaugurato 12 anni fa; perché quello vecchio è ancora in piedi, mentre quello nuovo, dove
ci hanno messo la zampa anche loro, è venuto giù. Naturalmente, c'è un comunicato che è stato sufficiente alla cosiddetta informazione per non nominare l'Impregilo. L'Impregilo dice: “noi non abbiamo
fatto la struttura dell'ospedale de L'Aquila, l'abbiamo solo messo in funzione” avete visto come funzionava bene.
Peccato però che fino al giorno del terremoto, nel sito Impregilo alla voce “business units” si legge tra le varie opere di cui l'Impregilo si vanta: “edilizia ospedaliera: in questo settore ha
realizzato sia in Italia che all'estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati”. Ce ne sono alcuni e in fondo all'elenco si legge: “ospedali a L'Aquila,
Cerignola e Menaggio”. Chissà se c'è ancora sul sito, bisognerebbe controllare.
E ancora, sempre sito Impregilo: comunicati stampa, 12 settembre 2000: “aumentano le acquisizioni, crescono gli investimenti...” tra le acquisizioni effettuate giova ricordare “ospedale San
Salvatore, L'Aquila”. Se ne vantavano, all'epoca.
In compenso una chicca: sempre nel sito Impregilo c'è scritto: “Algeria, biblioteca nazionale d'Algeria. Hanno fatto pure la biblioteca nazionale d'Algeria, questa però – scrivono - “l'edificio che
si estende su una superficie di 60.000 mq e ripartito su 13 piani è stato realizzato secondo le norme vigenti in materia di stabilità strutturale antisismica”. Ecco, in Algeria gli edifici,
l'Impregilo, li costruisce secondo le norme antisismiche.
Bene, non vi sfuggirà che l'Impregilo c'entra molto con questo governo: Berlusconi quando è andato in Campania a inaugurare il termovalorizatore alias inceneritore di Acerra, ha elogiato
pubblicamente l'Impregilo dicendo che è stata ingiustamente perseguitata dai giudici, quindi il principale corresponsabile dello scandalo della monnezza è stato elogiato pubblicamente da Berlusconi.
Quando è venuto fuori che l'Impregilo, nella lunga catena dei vari costruttori, aveva messo le zampe anche sull'Ospedale de L'Aquila, Berlusconi si è precipitato in televisione a dire: “escludo che
le aziende abbiano un dolo”, tra l'altro con un'ignoranza abissale: non sa che nei disastri colposi e negli omicidi colposi basta la colpa, non il dolo! Nessuno costruisce un ospedale apposta per
farlo crollare, il dolo è che tu costruisci un ospedale sapendo che potrebbe anche crollare perché sai che ci metti dei materiali scandenti. A nessuno viene in mente di costruire un ospedale apposta
per ammazzare la gente! Invece, il reato colposo è proprio quello che, anche senza il dolo, prevede la colpa. Cioè, hanno omesso certe cautele e quindi hanno creato un rischio oggettivo di cui erano
a conoscenza, e voi sapete che ci potrebbe addirittura essere il dolo eventuale in quel caso. E' quello che Guariniello contesta alla ThyssenKrupp, cioè quando tu metti in campo dei comportamenti
talmente pericolosi che hai già messo in conto l'eventualità che questi possano determinare la morte di qualcuno.
Concludo, perché è tardi: Gianantonio Stella, sullo stesso giornale che accusa Annozero di fare sciacallaggio, il Corriere della Sera, ricorda il piano casa. Il piano casa, non perché io sia
particolarmente acuto ma semplicemente perché l'associazione di idee viene automaticamente nel giorno del terremoto: se viene giù una casa che pesa cento e fa x morti figuratevi se viene giù una casa
che pesava 100 fino a qualche mese prima e alla quale è stato aggiunto il 20-30% di cubatura... farà x+1 morti.
Infatti, appena l'ho citato, il piano casa, uno di questi sciocchini che lavorano in radio e che stanno naturalmente facendo carriera, magari scrivendo libri favorevoli al ponte sullo Stretto –
perché chi l'ha vinto l'appalto? La solita Impregilo... capite che quando si lavora per i giornali e per le radio della Confindustria la tentazione di compiacere il padrone o i padroni è
assolutamente irresistibile per alcuni, per altri fortunatamente ci sono ancora le regole della deontologia – ha cominciato a dire che il piano casa non c'entrava niente con il terremoto, esattamente
come il ponte sullo stretto. Certo, un ponte costruito su una delle principali faglie sismiche non è un problema, è naturale. Come cubare le case 20-30% in più non è un problema, in un paese che ha
il 70% del suo territorio classificato come zona sismica e solo il 18% delle abitazioni censite è a norma, senza contare i milioni di case che non risultano nemmeno al catasto, e senza contare il
fatto che il piano casa potrà essere applicato non solo, come ci hanno detto, alle ville e alle case monofamiliari o bifamiliari in regola, perché da noi sono considerate in regola tutte le
abitazioni condonate, quindi abusive all'origine ma che non si possono abbattere perché sanate dal condono. Quelle potranno fare parte del piano casa. Pensate ai rischi di una villa abusiva che non
si è potuta abbattere perché condonata e che viene pure ampliata, ville spesso mostruose visto che i gusti estetici dei nostri architetti, ingegneri e soprattutto padroni di casa sono
spaventosi.
Ma in ogni caso, Stella – evidentemente sarà uno sciacallo anche lui, non lo so – ricorda che nel piano casa fino alle 3.32 della notte fra domenica e lunedì scorsi non compariva mai la parola
terremoto. Nella prima versione, quella del giugno dell'anno scorso, non compariva. Nella prima bozza presentata circa un mese fa alle regioni non compariva. Nell'intesa fra il governo e le regioni,
siglato il 31 marzo, non compariva se non in un articolo: il n.6. Nel testo dato alle regioni una settimana prima del terremoto, c'era scritto: “Semplificazioni in materia antisismica”. Cioè citavano
i sismi per smantellare le norme, vissute come degli impacci per questo grande furore ricostruttivo o costruttivo. Dopo il terremoto, furtivamente, una manina ha cancellato l'articolo 6 che doveva
snellire, cioè abrogare, alcune norme antisismiche e ha aggiunto un pomposo articolo intitolato: “misure urgenti in materia antisismica”, quello che leggeva il sottosegretario alla difesa l'altra
sera dicendo “ma noi l'avevamo previsto”. No, voi l'avete previsto dopo che è venuto giù tutto a L'Aquila e nel quale si dice che gli interventi “non possono essere autorizzati ove non sia
documentalmente provato il rispetto della vigente normativa antisismica”. Beh, allora non c'eravamo solo noi, lunedì scorso, a collegare il piano casa col sisma; c'era anche il governo che
furtivamente infilava questa cosetta per evitare che qualcuno li prendesse col sorcio in bocca. Ma per fortuna il governo può godere di un vasto esercito di servitori, trombettieri e leccapiedi che
naturalmente lo coprono dai disastri che combina.
Ecco questo è un po' quello che mi sento di dire a una settimana, fermo restando che se qualcuno volesse dare un'occhiata a quello che è successo a San Giuliano di Puglia, cioè nell'ultimo terremoto
in cui Berlusconi aveva promesso di ospitare i terremotati nelle sue ville, di ricostruire San Giuliano 2 più bella di San Giuliano 1, si aggirava col caschetto, faceva retorica, abbracciava parenti
di vittime eccetera, è servito. C'è uno splendido articolo su L'Espresso: “Niente miracoli a San Giuliano, la promessa di Berlusconi, in 24 mesi una città satellite a L'Aquila. Stessa promessa nel
2001 dopo il sisma in Molise e non la mantenne”.
Leggerete in questo pezzo di Gianluca Di Feo che cosa ci aspetta nei prossimi mesi se tanto mi da tanto, se la stessa persona a San Giuliano, con la lacrima in tasca, aveva promesso una cosa che non
ha mantenuto mi pare che dobbiamo stare ben poco allegri anche per quanto riguarda la ricostruzione dell'Abruzzo.
Da questo punto di vista ribadisco quello che ho detto la settimana scorsa: l'abboffata dei miliardi pubblici per la ricostruzione sarà enorme, la classe politica abruzzese la conosciamo. L'Abruzzo è
quello che ha avuto l'intera giunta regionale arrestata nel 1992; il presidente della regione arrestato meno di un anno fa, Del Turco; il sindaco di Pescara arrestato; l'ex presidente della regione,
pregiudicato, Rocco Salini, in Parlamento; l'europarlamentare Patriciello, che è molisano, che sta al Parlamento Europeo in Forza Italia essendo sotto processo in udienza preliminare perché insieme
al fratello aveva fatto costruire la famosa variante autostradale di Venafro coi piedi d'argilla. Stiamo parlando di questa classe dirigente, è questa classe dirigente, purtroppo, che gestirà la
ricostruzione insieme al governo Berlusconi e insieme a questa Protezione Civile che, almeno nel cervello, fa acqua da tutte le parti; quindi sarà fondamentale il controllo sociale dell'informazione
e dei cittadini. Il controllo dell'informazione ufficiale l'abbiamo visto questa settimana all'opera: trombe, trombette e trombettieri; quindi speriamo nel controllo sociale della popolazione e della
società civile tramite tutti gli strumenti possibili, denunce ai giornali, alla magistratura, sulla rete. Passate Parola."
Ps. Questa puntata di Passaparola è stata registrata sabato 11 aprile.
ven
17
apr
2009
Emendamento "Cassinelli" per la libertà della Rete
Le modifiche che si dovrebbero effettuare alla legge D'Alia sull'art. 50 bis, riguardante l'oscuramento di internet:
ART. 60
Sostituire il comma 1 con il seguente: « Quando si procede per reati di istigazione a delinquere ovvero a disobbedire alle leggi di natura penale, e sussistono elementi certi che consentano di ritenere che alcuno compia direttamente, in propria personam, dette attività a mezzo internet, l’Autorità Giudiziaria, coadiuvata da almeno cinque esperti imparziali nominati dal tavolo tecnico di cui al comma 4, può disporre con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando al soggetto ritenuto autore del reato e consigliando all'eventuale fornitore della piattaforma telematica attraverso la quale il contenuto è diffuso al pubblico, di provvedere alla immediata rimozione, a titolo preventivo e cautelare, del contenuto attraverso il quale si estrinseca la citata attività. Il destinatario del provvedimento deve, in questo caso, procedervi non oltre quarantotto ore dalla notifica del provvedimento. In caso di ritardo ingiustificato nell’adempimento a detto ordine, l’autore è tenuto al pagamento di una sanzione, da euro mille fino ad euro quindicimila per giorno, commisurata alla gravità del reato e al perdurare nell’inadempimento. ».
Sostituire il comma 2 con il seguente: « Qualora, entro settantadue ore dalla notifica del provvedimento di cui al comma precedente, il soggetto contro cui si procede non vi dia esecuzione o comunque il contenuto in oggetto non sia stato rimosso, l’Autorità Giudiziaria coadiuvata dai medesimi esperti imparziali di cui al comma 1 può ordinare al fornitore del servizio di hosting che ha in gestione la piattaforma telematica di procedere alla rimozione del contenuto perseguito, a titolo preventivo e cautelare, ove abbia la possibilità tecnica di procedervi senza pregiudizio per l’accessibilità a contenuti estranei al procedimento. Tale fornitore del servizio di hosting, qualora ricorrano i presupposti che precedono, deve adempiere all’ordine impartitogli entro quarantotto ore dal ricevimento della notifica. In caso di ritardo ingiustificato nell’adempimento a detto ordine, il fornitore è tenuto al pagamento di una sanzione, da euro cinquemila fino ad euro trentamila per giorno, commisurata alla gravità del reato e responsabilità diretta/indiretta del fornitore e al perdurare nell’inadempimento. ».
Sostituire il comma 3 con il seguente: « I provvedimenti di cui ai commi precedenti sono pronunciati con le modalità di cui all’articolo 321 del codice di procedura penale, in quanto applicabili. Le medesime disposizioni disciplinano altresì l’efficacia ed il regime di convalida, riesame ed impugnazione del provvedimento cautelare. ».
Sostituire il comma 4 con il seguente: « Per il coordinamento dell’attività di monitoraggio e repressione dei reati commessi a mezzo internet, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un tavolo tecnico cui partecipano, con le modalità, nel numero e nei termini stabiliti dal Ministro dell’interno con proprio decreto da emanare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, rappresentanti del Ministero dell’interno, del Ministero della giustizia, del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero per i beni e le attività culturali nonché rappresentanti delle società e delle associazioni di categoria dei prestatori dei servizi della società dell’informazione ivi inclusi AIIP, Assinform, ASSTEL, AESVI, FEDOWEB, Fondazione Ugo Bordoni, Istituto per le Politiche dell'Innovazione e, relativamente alla natura e al bacino di Internet e alla struttura della medisima, rappresentanti di organizzazioni internazionali quali ISOC, ICANN, IETF, IAB e BSA, organizzazioni noprofit quali EFF, Human Rights Watch, CDT, CLUSIT, Liberty Alliance e ALCEI, o chi per essi, e tutti coloro risultanti aventi diritto cosi' come definito dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. ».
Lascio a voi i commenti.
ven
17
apr
2009
Il terremoto e...lo share del tg1
Il terremoto ha aumentato lo share della RAI. In chiusura del TG1 sono stati elencati per UNMINUTOEOTTOSECONDI con precisione prussiana gli share e i milioni di spettatori di ogni programma dedicato all'Abruzzo. I becchini dell'informazione hanno colpito ancora. Aiutiamo la RAI a estinguersi, disdettiamo il canone. Leggete le istruzioni sul gruppo di Facebook: "Cancelliamo il canone RAI". 156.000 persone hanno già aderito. Passate parola, entro l'anno dobbiamo raggiungere il milione.
ven
17
apr
2009
Il Ricercatore che aveva previsto il terremoto
Giampaolo Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, aveva previsto il terremoto in Abruzzo. E' stato DERISO da Studio Aperto e poi denunciato per procurato allarme...guardate il video.
ven
17
apr
2009
Beppe Grillo e la Carta di Firenze (da Beppegrillo.it)
L'otto marzo 2009 è stata lanciata la Carta di Firenze con i 12 punti di un Comune a Cinque Stelle. Tra mille difficoltà stanno nascendo le Liste Civiche in tutta Italia. Il boicottaggio è la parola d'ordine dei vecchi partiti, delle salme della politica. La Lista Civica di Padova chiede aiuto, chi può risponda. Pubblico la loro lettera e, di seguito, il testo del mio intervento a Firenze. Gli altri seguiranno nei prossimi giorni. Uno per ogni stella. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene). Noi neppure.
Scarica e diffondi la Carta di Firenze.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdf
"Caro Beppe,
qui a Padova non abbiamo ancora iniziato a raccogliere le firme dei sottoscrittori in quanto nessun autenticatore ha dato la sua disponibilità. I consiglieri comunali che ai V day avevano autenticato centinaia di firme mostrandosi amici ora non sono disponibili. Ovviamente siamo dei concorrenti. Notai, giudici e cancellieri ci snobbano oppure sono troppo costosi. L'unica possibilità è che i sottoscrittori vadano negli uffici anagrafe dei quartieri e chiedano il nostro modulo per firmare. Stiamo provando per questa strada ma sinceramente siamo poco fiduciosi. Temiamo che alla fine sarà proprio questo problema a frenare sul nascere la nostra lista. A fare la differenza potrebbe essere un intervento di Beppe in piazza a Padova e contemporanea presenza di un autenticatore. Sicuramente in un paio di ore si potrebbero raccogliere centinaia di firme. Speranzosi restiamo in attesa."
Tiziana Michelotto, Maurizio d'Este, Matteo Colognesi
Testo intervento Beppe Grillo a Firenze per i Comuni a Cinque Stelle
"Ci è venuto in mente di fare la Carta di Firenze perché parta un nuovo Rinascimento da questa meravigliosa città, di questi “maremma maiala” che parlano... “maremma maiala”.
La Carta di Firenze: se guardate, ognuno di questi punti è fantastico perché sono esattamente, ma è un caso, al contrario di quello che oggi presenta il governo italiano. Il contrario esatto, ogni punto. E' pazzesco. Ma è un caso! Questi sono punti di buonsenso e oggi il buonsenso è rivoluzionario. Parli di risparmio e ti chiedono se sei pazzo! Ti dicono: “Come risparmio? Il debito... devi consumare!”. Confondono consumo con sviluppo, sono gente di 70, 80 anni con una prostata gonfia che per farsi una trombata si fanno siringhe di papaverina direttamente sull'uccello! Sono i puttanieri... la strategia del puttaniere è al governo: nani, ballerine, c'è di tutto... ruffiani, infiltrati.Credo che l'abbiate capito tutti, è un governo illegale, anticostituzionale, eletto senza voto di preferenza. Una finta dell'opposizione... PD, PDL, Pdmenoelle... Fra due anni... io ho sempre fatto delle previsioni e non era difficile non azzeccare: fra due anni guarderemo indietro, due anni al massimo, e penseremo a questi di oggi e ci chiederemo: “Ma come è potuto succedere???”. Guardate i punti: noi proponiamo l'acqua pubblica. L'acqua di proprietà pubblica: guardate quello che ha fatto il governo di sinistra e quello di destra. L'hanno privatizzata in quasi tutta l'Italia.L'acqua deve rimanere pubblica. Che non deve andare in mano a una spa l'ha capito anche Ciro che ha 8 anni e tutte le mattine mi dice: “Sto bevendo dell'acqua, è mica di una multinazionale?” ed è preoccupato. L'acqua pubblica contro l'acqua privatizzata di questi zombie. Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto: io ho messo giù dei punti fattibili, non sono sogni, possiamo farli domani mattina! Gli impianti di depurazione, parliamo del caso De Magistris, di soldi che arrivavano per fare gli impianti di depurazione. Il caso Poseidon: c'erano miliardi dell'Unione Europea per la Calabria e la Sicilia e sono spariti, non li hanno fatti! Noi vogliamo che ognuno abbia un impianto di depurazione se non è collegato alla fogna principale, con degli aiuti comunali. Espansione del verde urbano: è la legge di due o tre giorni fa. Ieri, il nano coi capelli d'asfalto... qui bisogna... qua ci infondono ottimismo, ottimismo... è vero! Facciamo così, facciamo la satira al contrario: non dobbiamo aggravare, la situazione è grave ma noi dobbiamo essere ottimisti, non catastrofisti! L'Italia non va così male! Berlusconi è una persona perbene! Gasparri è intelligente! Napolitano è sveglio! La satira al contrario... Pensate, è di questi giorni l'ampliamento... siamo i primi produttori pro capite di cemento del mondo, il doppio degli americani, il triplo dei tedeschi, quando i grandi architetti tipo Renzo Piano, che io conosco benissimo, dicono che oggi le città vanno implose, non esplose verso le periferie creando degli slum... Implodere significa fare un cerchio nel centro della città e ricostruire, buttare giù quello che non serve dentro i centri e riproporre cose al servizio dei cittadini. Solo che questi dementi di sindaci hanno giocato al casinò, hanno fatto i croupier, hanno giocato in borsa, comprato hedge fund, derivati, cose che non sapevano cosa fossero invece di amministrare i soldi della gente. Ed è chiaro che adesso non hanno una lira, devono cercare soldi. Come? Svendendo il territorio dei cittadini, proponendo ponti improbabili... cose tutte improbabili che non stanno in piedi per avere subito i soldi. Con le liste, se entreremo, basterà uno di voi che entra in comune e questo giochino glielo rompiamo sul nascere! Espansione del verde. Asili o centrali nucleari? Espansione del verde, controtendenza di questo governo che invece vuole cementificare. Concessioni di licenze edilizie solo per demolizione e ricostruzione, quello che vi dicevo adesso. Quello che dicono i grandi architetti, guardate nei centri: ci sono da fare cose memorabili, da ristrutturare caserme, edifici pubblici, fare delle cose meravigliose dentro la città. Piano di trasporti pubblici non inquinanti e piste ciclabili: mi sembra doveroso che dobbiamo cominciare a capire che la macchina è morta! Mi dispiace, l'abbiamo amata tutti l'automobile, è già finita! E' finita da dieci anni, non adesso. E' finita e si sovvenziona una cosa che è finita. La FIAT deve mettersi a fare opere di mobilità diversa: la mobilità del futuro non apparterrà più all'automobile. La mobilità del futuro è stare più fermi possibili, cioè muoversi solo quando uno va in vacanza, per piacere. Io non devo andare a lavorare a cinquanta km con l'automobile. Io non devo andare a lavorare a 50 km in un ufficio perché l'ufficio viene a casa mia, in una città che noi pensiamo. Col telelavoro, con le connessioni. Copiando la Germania, copiando Seoul! Il traffico nelle grandi metropoli lo gestiscono coi GPS, c'è una centrale operativa di dieci ragazzi messi lì e controllano un traffico di 12 milioni di abitanti. Come? Ogni mezzo pubblico ha un GPS collegato con la sede e fanno arrivare più treni dove servono, più metropolitane dove servono, più autobus dove servono. Se c'è una partita in centro, allo stadio, fanno affluire più taxi. Sono collegati. La rete è il futuro della democrazia dal basso, dei trasporti, di qualsiasi cosa. E' la democrazia che viene fuori dal basso: io voglio che le persone come voi si occupino di queste cose. Siete voi che dovete applicare queste cose. In Westfalia hanno ridotto di tre quarti il traffico senza fare assolutamente cemento. Non hanno fatto strade: hanno fatto un algoritmo costato quindici euro ogni mille abitanti: hanno messo quattro persone dentro un'automobile per andare a lavorare, ma non servirà neanche più quello. Noi parliamo di sistemi di mobilità che vanno a integrarsi: il tram con l'autobus, forse anche l'automobile e la bicicletta. L'automobile non può più avere un posto di prestigio per la nostra mobilità: l'automobile sta ai margini, ci sposteremo in altri modi, a piedi, in bicicletta, sulle mani... volando! Il teletrasporto! Piano di mobilità dei disabili. Forse non è un problema che vi tocca, a me ha sempre toccato da vicino. A volte le barriere architettoniche...è questo che mi fa incazzare: la barriera architettonica a volte è due centimetri. A volte bisogna pensarci prima, perché una città che rende impossibile lo spostamento di un disabile non è una città civile. La connettività gratuita: guardate se non siamo in controtendenza. La legge Pisanu: con una legge da disgraziati per l'antiterrorismo proibisce il wifi. Tu non ti puoi collegare perché dovresti, se ti colleghi, dare la carta d'identità per una legge antiterrorismo. Come se sulla carta d'identità ci fosse scritto: TERRORISTA. Eccolo, l'abbiamo preso! Questa è gente di settant'anni con la prostata grossa così e il catetere, non sanno neanche cosa sia un wifi. In tutte le città del mondo, vai nei centri e ti colleghi. Se entrerete in comune voglio che portiate avanti questo discorso: la connessione libera e gratuita per i cittadini, poi pagherai i servizi. Dobbiamo avere una carta digitale: non me ne faccio niente della carta d'identità, voglio una carta digitale: quando nasco io nasco con la mia email! Al contrario: creazione di punti pubblici di telelavoro. Andare avanti: noi siamo ai margini, insieme ai polacchi, stiamo regredendo come accessi a internet. Voi pensate che un piccolo imprenditore che deve lavorare in Italia, rispetto alla Francia, paga tre volte la banda. La stessa banda. Se deve spedire un pacco con la posta italiana paga il doppio che con le poste francesi. Se tu spedisci un pacco in Francia, vai in rete e segui dov'è, dove va il tuo pacco. La gente può seguirsi le proprie cose senza intermediari. Provate a spedire un pacco alle Poste Italiane, e telefonare: “E' mica lì il pacco?” “Un attimo... che colore era? Luigi!!! - questo è il wifi italiano – Luigi!!! Hai visto un pacco???”.Siamo barbari! Barbari! Rifiuti zero: dovremmo parlarne ore. Rifiuti zero è la strategia vincente, quello di cui parla Obama, di cui parla Schwarzenegger. Schwarzenegger sta dicendo che non investirà un centesimo di dollaro nelle infrastrutture. La quarta potenza del mondo, la California. Adesso hanno altri problemi, il problema di far sopravvivere le famiglie. Le famiglie devono sopravvivere, come qua. Qui non abbiamo ancora metabolizzato quello che sta per arrivare e investono su cose incredibili. Rifiuti zero è la strategia vincente perché quando c'è un rifiuto c'è un errore, lo sappiamo tutti. Sono i nostri discorsi di cinque anni: c'è un errore di costruzione, nel design. Non si può più creare qualcosa che diventi un rifiuto, deve essere una materia prima per un'altra lavorazione, infatti si chiamano materie prime secondarie. Vedelago: un'imprenditrice di Vedelago vicino a Treviso ha un sistema che riesce a riciclare l'immondizia di cento comuni al 100%: li separa e li vende come materia prima e quello che rimane l'impasta e diventano materiali per l'edilizia. Signori, un piccolo consigliere di 27 anni, che lavorava in una pizzeria, un tecnico informatico è riuscito a entrare come consigliere a Treviso. E' un comune importante, Treviso. Da quando è lì dentro, poi magari è qui e ve ne parlerà, se li sta portando dietro tutti: prima gli han fatto una battaglia, adesso lui pone le idee, fa dei social network con Skype. Non sapevano neanche cosa fosse: il cittadino si collega in una chat su Skype e arriva direttamente al tecnico che gli risolve il problema stando a casa sua e non deve prendere la macchina e andare in comune. E' riuscito a collegare 98 scuole per fare il riciclo dell'immondizia delle scuole coi bambini che seguono, a costo zero per il comune e a costo zero per le scuole. Sono cose che stanno facendo, che fanno dei ragazzi di 27 anni come voi. Rifiuti zero significa costruire in un altro modo: abbiamo una grandissima occasione, enorme e cioè questa debacle finanziaria ed economica. Questo sistema della crescita, del produrre sempre di più cose che non servono ha prodotto delle persone che non servono. Siamo pieni di persone che non servono, allora bisogna sedersi lì e ripensare tutto: da come si produce un bicchiere, una bottiglia, un televisore. Da come si producono i servizi. Produrre per i servizi!Non ho bisogno di caldaie o frigoriferi, ho bisogno di freddo e di tepore, allora ci saranno degli imprenditori che non mi venderanno una caldaia o un frigorifero, mi daranno il servizio della caldaia e il servizio del frigorifero. Non ci saranno più rifiuti o saranno ridimensionati al massimo. Le società che vengono da te ti fanno risparmiare sull'energia e il tuo risparmio è il loro guadagno! Rifare le case, ripensare alla casa! La macchina è morta e sulla macchina c'è una tecnologia straordinaria, col GPS, tutta elettronica, 5 anni di garanzia. La casa ha una tecnologia di ottant'anni fa! Bisogna ripensare alla casa che può diventare una fabbrica di energia: fare rete per l'energia. Sviluppo delle fonti rinnovabili. Almeno i comuni dovrebbero mettere su i loro insediamenti. Ci sono gli eolici: noi non abbiamo bisogno di una centrale nucleare che produce un milione di watt, abbiamo bisogno di un milione di cittadini che producono un watt a testa! Rovesciare i concetti... ma queste cose le rubo a voi, voi siete peggio di me!!! Efficienza energetica: l'efficienza, fattore 10. Si può fare domani mattina una qualsiasi cosa con la doppia efficienza e consumando la metà di energia e di materiali. La metà, domani mattina! Ci sono materiali che si riutilizzano come il belland che è una specie di polimero che si scioglie in acqua tiepida, si fa la stessa cosa. Si possono fare delle cose meravigliose, basta avere la conoscenza, e oggi la conoscenza ce l'abbiamo solo attraverso la Rete, perché questa gente qua è finita e lo sanno! Ci guardano stupiti perché sanno che chiudono i giornali, chiudono le televisioni. La pubblicità se ne sta andando, il digitale terrestre è morto! E' nato morto! Ora si stanno accorgendo che c'è un popolo della rete, adesso se ne accorgono! Siamo milioni e adesso un articolo su un giornale che dice: “bisognerebbe tener presente queste persone che parlano di questo ambiente...”. Sarà la svolta epocale, questa crisi darà un impulso straordinario, ci verranno tutti dietro. Le nostre idee le ruberanno loro e diranno che sono loro ad averle avute. La fine nostra è questa: scomparire! Ma che vincano le idee! Un altro punto: favorire le produzioni locali. La filiera corta, non trasporti per far arrivare camion con merci da mille km. E' finita! E' finita, filiere corte, produzioni locali! A Manhattan ci sono 17.000 orti in comune, sui grattacieli, dove c'erano i centri fitness. Fanno gli orti, i maghi di Wall Street con le valigette in cui avevano gli lo portano i carciofi e l'insalata indivia!La battaglia del cibo, l a battaglia della terra: sta succedendo questo. La Thailandia, il più grande esportatore di riso, si tiene il riso. La Cina, che consuma 510 milioni di tonnellate di cereali, ne produce 500 milioni e ne deve importare 10 milioni. Dove va? In Africa, compra la terra e ci coltiva i cereali per i cinesi! L'Egitto sta comprando terreno in Ucraina per coltivare il cibo per gli egiziani, non per gli ucraini! In Madagascar c'è una guerra civile perché un'azienda coreana ha comprato metà Madagascar per coltivarci il cibo per i coreani, non per i malgasci. Ecco cosa sta succedendo nel mondo, e allora dobbiamo pararci un po' il culo, come poter sopravvivere. Non siamo abituati alla miseria che ci sta per capitare addosso. Bisogna prepararci filosoficamente a una miseria che forse ci farà bene!" Beppe Grillo
ven
17
apr
2009
Marco Travaglio - Passaparola 06-04-09
Sommario della puntata:
Il profeta del giorno prima
Il business dell'emergenza
I terremoti, il piano casa e il ritorno al nucleare
Meno prevenzione, più morti
I soldi rubati sulla pelle dei cittadini
Testo: "Buongiorno a tutti. Non ci sono molte parole, ovviamente, per commentare quello che è successo questa notte: è un evento naturale drammatico. Non si possono fare speculazioni politiche, non si può dare la colpa a nessuno: i terremoti non sono colpa di nessuno, i terremoti vengono. Per sapere dove vengono con più frequenza ci sono studi, mappe. Noi ci siamo collegati via internet con un sito che potete visionare anche voi subito: http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html . Voi ci andate e trovate l'Italia suddivisa in varie zone colorate che vanno da quella grigio-chiara, la meno pericolosa, a quella blu scura che è la più pericolosa e che, se non erro, si concentra nel cuore della Calabria e nella zona della Sicilia sud orientale. Questa lingua di fuoco rossa e viola che segnala le zone immediatamente più pericolose sotto quelle blu attraversa il Friuli, dove infatti abbiamo avuto il devastante terremoto del 1976 con mille morti, e poi attraversa l'estremo sud est dell'Umbria, la parte centrale dell'Abruzzo e il punto d'intersezione tra il sud est del Lazio, la parte occidentale del Molise e, longitudinalmente, tutta la parte orientale della Campania fino ad andare a investire mezza Basilicata, gran parte della Puglia e un pezzettino della Sicilia. Diciamo che questa lingua si conclude sulla punta dello stivale e va a lambire anche ciò che un tempo era collegato e che oggi è separato dallo stretto di Messina, e cioè l'inizio della provincia di Messina; e infatti anche Messina fu teatro, nel 1908, di un terremoto devastante. Il profeta del giorno prima Sul terremoto c'è poco da dire, se non che bisognerà accertare molto bene questa questione che si ripropone ogni volta che si verifica un terremoto, cioè se davvero i terremoti non si possano prevedere o se, invece, i terremoti si possano prevedere perché su internet circolano le interviste di Giampaolo Giuliani, un ricercatore credo torinese, che lavora nei laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quindi non stiamo parlando di un fanatico, un visionario, di uno di questi fuori di testa che vanno in giro a fare i profeti di sventura e le cassandre. Stiamo parlando di uno scienziato e qui pare proprio che non sia il solito profeta del giorno dopo, di quelli che dicono “io l'avevo detto” solo quando si verifica il terremoto: questo signore ha ricevuto un avviso di garanzia dopo essere stato denunciato dalla Protezione Civile – vedremo poi chi materialmente fece questa denuncia, ma credo che nelle prossime ore non ci mancheranno le informazioni – per il reato di procurato allarme, per avere diffuso delle notizie che turbano la quiete pubblica e che non sono fondate, e che invece dalle 3.30 di stamattina si sono rivelate tragicamente fondate. Questo scienziato dice: “ma come facevo ad avvertire la gente, che l'ultima volta che ho parlato mi hanno denunciato?”. Chiaro che se avesse riproposto quell'allarme gli avrebbero contestato una recidiva nel procurato allarme: l'avevano praticamente ridotto al silenzio. Il business dell'emergenza La cosa preoccupante è che la Protezione Civile, in Italia, è sempre nelle mani di persone molto discutibili: è vero che abbiamo avuto ministro della Protezione Civile addirittura Remo Gaspari, abbiamo avuto responsabile della Protezione Civile Franco Barberi, che poi fu indagato per lo scandalo della missione Arcobaleno. Adesso abbiamo responsabile della Protezione Civile un signore molto trasversale, molto bipartisan, che va in giro sempre con la tuta, con la maglietta azzurra come se fosse un giocatore della Nazionale, pieno di patacche; uno che sembra molto attivo, molto ginnico. Però è stato addirittura commissario straordinario in Campania per l'emergenza rifiuti ed è di nuovo stato nominato dal governo Berlusconi, dopo che l'aveva nominato il governo di centro sinistra, commissario per l'emergenza rifiuti. C'è sempre questo Bertolaso che, evidentemente, piace molto ai partiti e si presenta anche molto bene: evidentemente ha delle capacità o molto professionali e molto tecniche o molto mediatiche e molto politiche. Sta di fatto che lui e il suo staff in Campania sono tutti indagati per la mala gestione dello smaltimento dei rifiuti, per il riversamento nelle discariche di rifiuti che si sapeva benissimo non sarebbero potuti stare in discarica ma che venivano ammassati lì perché non era mai stato predisposto il famoso ciclo completo per lo smaltimento, il riciclaggio, la raccolta differenziata, lo stoccaggio, il compostaggio e quindi si buttava dentro finché ce n'era. Chi di voi va su internet trova i verbali dello staff Bertolaso, le intercettazioni telefoniche, che danno un'idea precisa, al di la che ci siano reati o meno – se ne occuperà la magistratura – della gestione delle emergenze che si fa in Italia: si prende un problema risolvibile, lo si lascia incancrenire fino a farlo diventare un'emergenza e su quell'emergenza qualcuno ci muore, qualcuno ci rimette la salute e qualcun altro ci guadagna. Le emergenze, in Italia, sono un business e i terremoti a maggior ragione. Bertolaso gestirà, speriamo un po' meglio di quello che ha fatto in Campania, l'emergenza del terremoto in Abruzzo. Non so voi, ma a me quando stamattina è arrivata la notizia del terremoto sono venute immediatamente in mente due cose, così per associazione di idee, probabilmente sono deformazioni professionali: il piano casa e il ritorno al nucleare. Voi prendete la mappa, che vi ho segnalato prima, di pericolosità sismica per il territorio nazionale e vi rendete conto che tra zone ad altissimo rischio, alto rischio e modico rischio si salva una porzione minuscola: l'Italia è un paese ad alto rischio sismico, infatti non è che i terremoti ci colgono di sorpresa, sarebbe come se in California o in Giappone fossero sorpresi per l'arrivo dei terremoti. Non si può essere sorpresi quando ci sono precedenti storici che sono uno stillicidio continuo di stragi. Anche qui, su internet si trovano molte cose. L'Abruzzo è la regione storicamente più colpita dai terremoti: L'Aquila 1786, la Marsica e Avezzano 1904, Messina 1908, 1915 di nuovo la Marsica e Avezzano, 1919 si va su al Mugello. Ma La Marsica e Avezzano nel 1915: 30.000 morti; poi c'era la guerra e li abbiamo messi tutti nel conto, ma ci furono 30.000 morti. Nel 1919 il terremoto al Mugello, 1930 l'Irpinia – la prima volta in questo secolo, poi ce ne fu un altro -, nel 1933 la Maiella, 1943 Marche e Abruzzo, 1958 L'Aquila, 1963 secondo terremoto in Irpinia, 1968 il Belice, 1976 il Friuli con mille morti e nel 1980 abbiamo di nuovo l'Irpinia, la provincia di Salerno e un pezzo della Basilicata. Nulla di sorprendente, coi terremoti bisogna convivere, come direbbe il ministro Lunardi a proposito della mafia, soltanto che i terremoti davvero potrebbero magari essere prevedibili se ha ragione questo ricercatore, ma sicuramente sono inevitabili. I terremoti, il piano casa e il ritorno al nucleare E allora bisognerebbe comportarsi di conseguenza tenendo sempre presente che noi siamo un territorio sismico: avete presente il piano casa? Avete presente il piano casa nella sua prima formulazione ma anche nella seconda, quella sulla quale le regioni hanno calato allegramente le brache perché non sta bene dire di no al presidente del Consiglio padrone d'Italia e padrone di tutto. Il piano casa consente all'inizio ai proprietari praticamente di tutto ciò che c'è di costruito, adesso ai proprietari di una parte – bisognerà vedere nei particolari quali abitazioni – di allargarsi del 20/30% di cubatura. Immaginate... avete presente i mostri che ci sono in giro? Immaginateli aumentati del 20/30% cosa possono diventare: un terzo di mostri in più. Pensate che molti di quei mostri di cemento stanno in zone mediamente, altamente o altissimamente sismiche e quindi pensate all'effetto moltiplicatore di morti nel caso di un terremoto come quello di stanotte. Io non so se qualcuno ha ancora i fusibili e i cavi della testa collegati, ma bisognerebbe fare dei collegamenti: noi la settimana scorsa eravamo in pieno fervore edificatorio, “i muratori possono partire!”, questo ci diceva il Presidente del Consiglio. Il piano casa ce l'ha regalato la natura stanotte e ci ha fatto capire che forse in questo Paese bisogna tenere presente di quale Paese si tratta. Mi veniva in mente anche questo meraviglioso piano per costruire 4 o 5 nuove centrali nucleari: per fortuna sono parole, ma intanto iniziano le procedure, si iniziano a buttare i soldi. Qui non è neanche in discussione centrali si o centrali no, nucleare si o nucleare no: qui ci sarebbe da discutere se un Paese ad altissimo rischio sismico come l'Italia, in un'epoca nella quale esistono alternativa per approvvigionarsi di energia rispetto al nucleare – uno può dire “c'è solo il nucleare”, una volta avevamo solo il petrolio, adesso ci sono alternative -, in questo contesto, in questo paese sismico siamo proprio sicuri di poterci permette a cuor leggero di mettere in piedi 4 o 5 impianti nucleare che saranno pronti nei prossimi vent'anni ma che inizieranno ad essere pericolosi molto prima di quando verranno inaugurati? Proviamo a immaginare dove verranno dislocati: sicuramente nel calcolo delle probabilità 2 su 5, 3 su 5 finiranno in zona sismica, visto che in Italia sono molto estese, dopodiché non c'è centrale sicura che possa garantire di non emettere radiazioni letali in un contesto di un terremoto che oggi nessuno di noi può prevedere. Mi viene in mente, guardando quella lingua di fuoco che attraversa l'Italia nelle parti più a rischio: va a finire proprio dove la punta dello stivale da un calcio nel culo alla Sicilia e cioè tra Scilla e Cariddi. Scilla e Cariddi sono il punto di partenza e il punto di arrivo del mirabolante, fantasmagorico ponte sullo stretto di Messina. Già si ride molto, tra gli esperti internazionali, sulla possibilità di un ponte a campata unica, il più lungo del mondo, perché quella è una zona molto ventosa e ci sono grossi rischi di stabilità solo per le correnti ventose; ma qui siamo color viola, quasi blu: immaginate Messina, che ancora ci ricorda con le sue ferite aperte il terremoto del 1908. Anche perché l'anno scorso si sono celebrati i cento anni di quel terremoto e chi è andato a documentare la situazione nelle zone terremotate di Messina cento anni fa ha scoperto baracche, catapecchie, prefabbricati, interi quartieri dove non ci sono le fognature, dove lo Stato non è ancora arrivato cent'anni dopo. Quelle ferite aperte dovrebbero almeno dirci “siamo proprio sicuri di fare un ponte proprio lì”? Se bastano le correnti ventose a mettere a rischio un ponte, immaginarsi se dovesse riprodursi un terremoto, e questa mappa di pericolosità dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non stiamo parlando delle solite Cassandre catastrofiste, ci dice che lì si annida una delle massime concentrazioni di rischio. Sto parlando da profano, le cose di buonsenso che si possono dire semplicemente cercando di collegare quattro cose che dovrebbero venire in mente ai nostri politici di cui leggiamo le solite giaculatorie, i soliti ammonimenti, “stiamo insieme, lavoriamo insieme”: per carità, non lavorate, non andate lì, non disturbate, lasciate libere le squadre! Vi ricordate la scena di Vermicino col povero Pertini che, credendo di fare chissà che cosa, riuscì soltanto a intralciare, per non parlare di Berlusconi che naturalmente coglierà l'occasione del terremoto per tirar su un po' di voti; l'abbiamo già visto anche perché di solito i suoi governi coincidono con catastrofi di ogni genere – lui porta molta fortuna a se stesso ma una discreta sfiga agli altri -, l'abbiamo già visto in zone di disastri. Abbiamo visto a San Giuliano di Puglia, quando promise di ricostruire una San Giuliano 2, come Milano 2: “i miei architetti giungeranno sul posto!”, oppure quando ci furono le stragi negli sbarchi nel mare adriatico, quando disse: “gli sbarcati dall'Albania li ospito io”. Tutte balle, naturalmente, sono tutte cose che si dicono a favore di telecamera: a San Giuliano la situazione è ancora critica e di lui non hanno sentito più notizia alcuna. Sicuramente lui andrà lì come un avvoltoio ad approfittare di una situazione per tirar su qualche voto, anche perché siamo in campagna elettorale per le europee e lui deve arrivare al 51%. Speriamo che i politici evitino il più possibile quelle zone e lascino arrivare i volontari e i tecnici compresi magari quelli come Giuliani che vedono lontano e sanno come si risolve la situazione. Meno prevenzione, più morti Noi siamo un Paese dove la prevenzione, anche delle disgrazie che possono essere previste e prevenute, lascia il tempo che trova; immaginate se si rispettassero le regole dei piani regolatori e delle modalità di edificazione: avremmo molti meno morti per i terremoti. Pensate se in questi anni, invece di continuare a dare il via all'edilizia selvaggia ci si fosse concentrati sulla stabilizzazione, solidificazione, il miglioramento delle abitazioni con tutti gli accorgimenti per renderle da un lato permeabili al rischio sismico e dall'altro anche più risparmiose. Pensate a quello che sta facendo in tutto il mondo per incentivare i lavori che rendono le case più sicure dall'interno e dall'esterno: invece di dire “aumentate” bisognerebbe dire “sistemate le vostre case”; non c'è bisogno di case più grandi, ma di case più sicure e meno dispendiose. Questa sarebbe stata un'ottima politica di prevenzione, soltanto che i palazzinari ci avrebbero guadagnato poco, e sapete che la lobby dei palazzinari è piuttosto influente in questi anni. Mi sono stampato qualche esempio che qualche mese fa feci ad Annozero sul tipo di prevenzione che siamo in grado in campo in Italia: le regole se uno va a cercarle nella giungle delle 300-400 mila leggi – nessuno sa quante ne abbiamo – ci sono sempre. Le regole restano intatte finché un magistrato non si accorge che esistono e non comincia a farle rispettare aprendo un procedimento: appena si scopre che una regola funziona e che un magistrato la usa per incriminare un potente che l'ha violata, immediatamente quella regola viene cambiata, o viene trasferito il magistrato a seconda dei cicli. Dopodiché succede il patatrac, si dice che c'è l'emergenza, si chiedono regole più severe poi si va a scoprire che le regole severe c'erano ma erano state appena ammorbidite per salvare il potente di turno. Negli anni Ottanta c'era un tetto di atrazina per l'acqua potabile “x”: a questo punto i magistrati cominciarono a processare le aziende che producevano e inquinavano con l'atrazina le acque e le falde acquifere sopra la soglia consentita dalla legge. Iniziarono i processi e nel bel mezzo dei processi il ministro dell'industria Donaccaten alzò il livello consentito di Atrazina legalizzando ex post l'illegalità, e i processi andarono in fumo. La corte di Giustizia Europea bocciò quella legge, ma intanto gli italiani avevano bevuto veleni illegali per diversi anni. Pensate a quello che successe nel 1988, dodici anni anni dopo il disastro della Icmesa di Seveso, quando finalmente fu varata la famosa legge Seveso sulle aziende ad alto rischio ambientale che dovevano autodenunciare il proprio rischio ambientale e poi dimostrare le modalità con cui ovviavano e mettevano i cittadini al riparo da rischi ambientali. Si scoprirono un sacco di aziende fuorilegge, nel senso che non si erano denunciate per il rischio ambientale, non avevano dimostrato come fare a scongiurarlo, partirono i processi a queste aziende ma nel 1994 arriva Berlusconi e fa un decreto per salvare le aziende fuorilegge, cioè quelle che non si sono autodenunciate e che hanno millantato di fare misure di sicurezza che in realtà non c'erano. Anche lì, la Corte Europea ha condannato l'Italia per la mancata vigilanza sulla legge Seveso ma intanto moltissimi cittadini erano rimasti esposti al rischio di queste aziende. Non parliamo dei condoni ambientali, dei tentativi continui di depenalizzare la legge Merli. Nel 1994 arriva la 626, la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che recepisce con enorme ritardo la normativa europea in materia; due anni dopo vengono condannati a Torino, grazie al procuratore Guariniello che è un avanguardista – proprio oggi si apre il processo Eternit per le migliaia di morti da amianto a Casale Monferrato e negli altri stabilimenti -; Guariniello fa condannare in primo grado tutti i petrolieri italiani, nel 1996, perché ci sono tassi di benzene altamente inquinanti nelle benzine, alla pompa nei distributori. Immediatamente arriva una proroga legislativa che consente ai petrolieri di avere altri 2 anni per mettersi in regola: alzano provvisoriamente il livello di benzene consentito nelle benzine e così i processi vanno in fumo e i petrolieri si salvano. Idem per la legge 494 sulla sicurezza nei cantieri edili: ci sono circolari che di fatto neutralizzano la legge e in via regolamentare autorizzano i palazzinari a fare ciò che la legge vieta. La Corte Europea ancora una volta ci condanna, perché le leggi non possono essere modificate con semplici circolari, ma intanto le circolari hanno fatto i loro effetti nei cantieri. Nel 1995 depenalizzano i reati commessi dai sindaci per i comuni che hanno impianti di depurazione insufficienti; nel 1997 depenalizzano i rifiuti illegali. Alla fine degli anni Novanta esplode il morbo della mucca pazza: gli allevatori ingozzano il loro bestiame di farine animali vietatissime e pericolosissime: la legge sui mangimi c'è, proibisce questo comportamento e quindi in Italia dovremmo essere al riparo da questi rischi. Ma quando Guariniello va a vedere come vengono fatti i controlli nelle aziende produttrici di mangimi scopre che ci sono mangimi fatti con carni animali e nelle aziende agricole molto spesso scopre che vengono dati questi mangimi al bestiame; allora chiede come avvengano i controlli e scopre che in realtà venivano fatti ad autocertificazione: arrivava uno e chiedeva “qua usate mangimi di origine animale?” “no!” “perfetto, grazie e arrivederci” e se ne andavano. Come chiedere all'oste se il vino è buono, infatti mandati i Nas in giro scoprirono un sacco di aziende nelle quali si faceva uso di mangimi animali. Nel 1999 quando queste aziende vengono portate alla sbarra scatta la depenalizzazione della legge sui mangimi per salvare queste aziende: anche quella legge andava bene finché non la si applicava. Nel 2000 abbiamo recepito la legge europea sulla responsabilità giuridica delle imprese, delle società, la legge 231 che fa sì che non solo gli amministratori che violano la legge siano punibili ma anche le società rispondono delle violazioni dei loro dirigenti. Su pressione della Confindustria, però, la legge 231 viene applicata ad alcuni tipi di reati commessi dalle aziende ma non tutti, per esempio restano fuori gli infortuni sul lavoro. La Confindustria non vuole che le aziende in quanto tali paghino per la loro responsabilità oggettiva negli infortuni sul lavoro. Poi questo buco, nato nel 2000, viene riempito sia pure molto tardi, nel 2006, dal governo Prodi, una delle poche cose buone fatte. Nel 2001 la procura di Firenze apre un'indagine sui lavori dell'alta velocità ferroviaria perché gli scavi delle gallerie hanno inquinato le falde acquifere in Toscana. Il ministro Lunardi fa immediatamente una legge ad hoc che trasforma le terre e le rocce da scavo, anche se inquinanti, in opportunità per riempire le cave o le depressioni del terreno: per legge stabilisce che i rifiuti non sono più rifiuti. Il trucco è quello di diluire l'inquinamento aumentando il volume della massa considerata per ridurre la proporzione dei materiali inquinanti: si mischia una tonnellata di veleno con 100 tonnellate di rocce non inquinate e il gioco è fatto. La Corte di Giustizia apre l'ennesima procedura contro l'Italia ma naturalmente i danni ormai sono fatti. I soldi rubati sulla pelle dei cittadini Questo è il metodo che applichiamo noi in Italia per non prevenire, anzi per agevolare, i disastri anche quelli che, più o meno prevedibili che siano, sono comunque inevitabili. Ogni scandalo e disastro in Italia ha prodotto un caso di malaffare: si è rubato sul terremoto in Campania, 62.000 miliardi di lire in gran parte spariti nelle tasche dei politici campani e degli imprenditori del nord, oltre che della Camorra: processo, prescrizione dei reati, tra gli imputati salvati dalla prescrizione Pomicino, che stiamo rimandando in Europa nel Popolo della Libertà e il leader regionale dell'Udeur, credo si chiamasse Fantini. Sulla Valtellina, si è rubato sulla ricostruzione in Valtellina. Uno degli assessori che rubavano è uno dei principali collaboratori di Formigoni. Missione Arcobaleno: si è rubato anche sull'emergenza degli immigrati dall'Albania. La Protezione Civile, purtroppo, è spesso questa roba qua. Questo però è il primo disastro dell'era di Internet, è il primo grosso disastro che capita in Italia con Internet a illuminarlo. Io non ho attese messianiche per Internet, penso che però sia uno strumento fondamentale. Penso che su questo disastro sarà un po' più difficile speculare nelle proporzioni delle altre volte; penso che ogni cittadino, soprattutto in Abruzzo, è impegnato fin da oggi a controllare che questi morti non diventino un business per i soliti noti e penso che tutti debbano tenere gli occhi aperti e diventare un po' delatori ogni volta che subodorano qualche cosa, qualche ruberia che viene fatta sulla pelle dei morti di questa notte. Passate parola."
ven
17
apr
2009
Art. 50-bis. Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.
5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».
Legge proposta e inserita dal senatore Gianpiero D'Alia, presidente del gruppo parlamentare dell'UDC. Una legge che porterebbe a due dei portali più importanti del mondo come Facebook e Youtube la chiusura totale!! Per alcuni che mettono gruppi o video illeciti ci stanno per rimettere tutti, basterebbe avvertire e cancellare questi pochi illeciti. Stanno mettendo fuori gioco la libertà d'opinione, la libertà della rete, Youtube è uno dei più importanti mezzi di informazione. Si deve impedire assolutamente! Quanto meno bisogna effettuare una modifica...Il senatore è stato anche intervistato, vi lascio con un link di un video del grande beppe grillo contentente un pezzo di intervista su questa legge:
